giovedì 7 febbraio 2013

In America i giornali digitali affondano le edicole

La crisi delle edicole è globale. In Italia gli edicolanti minacciano uno sciopero proprio nei giorni delle elezioni, per attirare l'attenzione sulle difficoltà di un settore strangolato dalla crisi: negli ultimi anni scorsi anni 10mila edicole hanno chiuso e nei prossimi mesi i sindacati si aspettano altre chiusure a catena, si parla di 30 mila posti di lavoro a rischio.
Negli Usa invece il nemico principale sono i giornali e le riviste digitali, che hanno quasi triplicato le vendite. Vendite milionarie: quasi 8 milioni di copie nella seconda metà del 2012, contro i 3,2 milioni dello stesso periodo del 2011.


La AAM, (Alliance of Auited Media), l'organizzazione che negli Usa monitorizza la diffusione della stampa, ha censito 289 testate con edizione digitale, che hanno in mano il 2,5% dell'intera industria dei periodici. Sembra poco, ma è abbastanza per mandare un pericoloso siluro alle edicole, che hanno visto crollare il loro giro d'affari dell'8,2%. la crisi comincia proprio dai media più diffusi: le vendite in edicola del Time sono crollate di un quarto, per esempio: e questo fa un certo effetto domino, chi non va più ogni giorno in edicola a comprare il quotidiano magari non compra nemmeno l'albo a fumetti per il figlio o la rivista che cattura la sua attenzione.
I giornali che vendono più copie digitali  sono Cosmopolitan (254.751), Wired (84.118), GQ (74.806), The New Yorker (59.471) Esquire (57.795), Glamour (53.794) e Vanity Fair (53.735).
Ma tutti quanti sono ben lontanio dal re incontrastato dell'edicola digitale: la rivista per giocatori  Game Informer Magazine, che straccia tutti inondando la rete con due milioni e trecentomila copie digitali.

Per approfondire

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